Marina Ripa di Meana

Marina Ripa di Meana

Reggio Calabria, 21 ottobre 1941 – Roma, 5 gennaio 2018

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Maria Elide Punturieri, detta Marina, coniugata Lante della Rovere prima e Ripa di Meana poi (Reggio Calabria, 21 ottobre 1941 – Roma, 5 gennaio 2018), è stata un personaggio televisivo, stilista, scrittrice e attivista italiana, conosciuta anche per i matrimoni contratti con Alessandro Lante della Rovere e Carlo Ripa di Meana.

Nata e cresciuta a Reggio Calabria, dopo gli studi comincia a lavorare come stilista aprendo un atelier di alta moda in Piazza di Spagna, a Roma, con l’amica Paola Ruffo di Calabria, più tardi principessa di Liegi e divenuta poi, dal 1993 al 2013, regina del Belgio. Diventa quindi una delle protagoniste della vita mondana di Roma dagli anni sessanta in poi[4]. Sale alla ribalta della cronaca[4] sposando a Roma, il 10 giugno 1964, il duca Alessandro Lante della Rovere, appartenente alla prestigiosa e celebre famiglia aristocratica romana (che annovera tra i suoi membri ben due papi, Giulio II e Sisto IV, quest’ultimo fu colui che commissionò la realizzazione della Cappella Sistina, da cui prese il nome), da cui ha una figlia, Lucrezia, divenuta una nota attrice teatrale, cinematografica e televisiva[5]. Frequenta gli ambienti altolocati della nobiltà capitolina, le cui vicende in quegli anni si intrecciano con quelle raccontate ne La dolce vita di Federico Fellini.

Conosce Moravia e Pasolini, è vicina agli artisti della Scuola di Piazza del Popolo, amica di Mario Schifano e Tano Festa, negli anni settanta ha una tormentata relazione extraconiugale con il pittore Franco Angeli, sulla quale scriverà un libro, Cocaina a colazione (2005), raccontando di essere arrivata a prostituirsi per poter comprare la cocaina al suo amante. Successivamente divorzia da Alessandro Lante della Rovere e intraprende una serie di relazioni sentimentali, non ultima quella con il giornalista Lino Jannuzzi, di cui dà conto nel suo best seller I miei primi quarant’anni.

Nel 1982 si sposa in seconde nozze con il marchese Carlo Ripa di Meana, testimoni della sposa erano gli scrittori Alberto Moravia e Goffredo Parise, mentre testimone dello sposo era il leader socialista Bettino Craxi; comunque, anche dopo il matrimonio, per alcuni anni continuerà a farsi chiamare e a essere indicata come Marina Lante della Rovere, fino a proibizione del Tribunale di Roma su istanza mossa dello stesso duca Lante della Rovere, dopo che Marina aveva firmato delle opere autobiografiche con il suo cognome; solo dopo tale ingiunzione inizierà a essere indicata come Marina Ripa di Meana. Nel 2010 il marito Carlo ha adottato il loro collaboratore, Andrea Cardella, divenuto così Andrea Cardella Ripa di Meana.[6]

Dalla fine degli anni settanta comincia sempre più spesso ad apparire in televisione e nello stesso periodo prende parte con un piccolo ruolo al film Assassinio sul Tevere (in cui è accreditata con il cognome del primo marito) con protagonista Tomas Milian. Per un po’ di tempo fa da valletta a Maurizio Costanzo (sodalizio che s’interromperà bruscamente quando tirerà una torta in faccia allo stesso Costanzo durante una puntata della trasmissione Grand’Italia), in seguito partecipa come opinionista o protagonista di trasmissioni in cui mette in risalto il carattere esuberante e la sua natura anticonformista, e dibatte politica sui temi della natura, della tutela del paesaggio, dell’esaltazione del bello e della difesa degli animali.

Marina Ripa di Meana espone un manifesto con la scritta “Chirac salvaci dal nucleare” alla finestra di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia a Roma, in un blitz ambientalista all’inizio degli anni novanta
Noto è il forte legame avuto con Bettino Craxi, che continuerà a frequentare anche durante la latitanza di questo a Hammamet[7]. Fu inoltre, insieme con il marito, sull’aereo che nel 1986 portò il leader socialista in Cina per una visita ufficiale, che scatenò lunghe polemiche per il costo elevato dovuto alla presenza sull’aereo di Stato di numerosi familiari e amici dell’allora Presidente del consiglio[8]. Nel 1987 dalla sua biografia viene tratto il film I miei primi 40 anni, diretto da Carlo Vanzina con protagonista Carol Alt, che la vede tra gli sceneggiatori. Nel 1989 anche il suo secondo best seller La più bella del reame viene trasposto sul grande schermo in un film diretto da Cesare Ferrario, anche qui con Carol Alt nella parte della protagonista.

Svariate le sue attività in campo professionale: ha scritto una decina di libri spesso a sfondo autobiografico (ma anche romanzi gialli e sentimentali), e ha diretto un film, il thriller Cattive ragazze (1992) con protagonista Eva Grimaldi. Fu all’epoca sollevata un’aspra polemica sulla pellicola, che ricevette fondi pubblici secondo alcuni grazie all’amicizia con Bettino Craxi; a ogni modo il film risultò un clamoroso flop, sia di critica che di pubblico. Nel 1990 lancia e dirige per due anni il mensile Elite, pubblicato dalla Newton Compton Editori. Nel 1995 diviene Ambasciatrice in Italia dell’IFAW (International Fund for Animal Welfare – USA), per la quale realizza una campagna pubblicitaria completamente nuda, con una folta peluria sul pube e la scritta L’unica pelliccia che non mi vergogno di indossare[9][10]. Sempre nella metà degli anni novanta ha anche condotto la trasmissione Casa vip trasmessa sulla syndication nazionale Cinquestelle.

Marina Ripa di Meana nel 2003
Dagli anni novanta in poi ha inoltre preso parte, in Italia e in altri paesi, a svariate campagne contro lo sterminio dei cuccioli delle foche, contro l’uso per moda e vanità delle pelli e delle pellicce, contro le corride, contro gli esperimenti nucleari francesi nell’atollo di Mururoa, contro lo sventramento del Pincio (2008), contro la chiusura dello storico Ospedale di San Giacomo degli Incurabili nel cuore di Roma (2008) e quella, più recente, per la diagnosi precoce dei tumori[11].

Nella primavera del 2009 partecipa come concorrente al reality show La fattoria ambientato in Brasile e trasmesso su Canale 5, dal quale si ritira poco dopo il suo inizio per motivi di salute; nello stesso anno prende parte anche a una puntata della terza stagione della fiction I Cesaroni, sempre su Canale 5, in cui ha interpretato sé stessa. Nel 2015 esordisce in veste di attrice teatrale nello spettacolo Il Congresso degli Arguti.

Malata di cancro dal 2002, muore il 5 gennaio 2018 a Roma, all’età di 76 anni.[1][3] La salma è stata cremata nel crematorio del cimitero di Prima Porta di Roma[12][13]. Suo marito Carlo è deceduto, sempre a causa di un cancro, appena due mesi dopo.[14]

Opere
I miei primi quarant’anni, Milano, Sperling & Kupfer, 1984.
La più bella del reame, Milano, Sperling & Kupfer, 1988. ISBN 88-200-0838-6.
Vizi, veleni e velette, Milano, A. Mondadori, 1990. ISBN 88-04-33822-9.
Le avventure di Marina. Giallo sentimentale a fumetti, disegni di Sandro Rosi, con la collaborazione di Laura Badellino, Milano, A. Mondadori, 1992. ISBN 88-04-35377-5.
La donna che inventò se stessa. Splendori e miserie di una vita sempre alla ribalta, Milano, Sonzogno, 1994. ISBN 88-454-0715-2.
Tramonto rosso sangue, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 88-04-45548-9.
La vita estrema di Francesca Agusta, Cesena, Maretti & Wilde, 2001. ISBN 88-88182-03-9.
Cara Paola sorella mia, Roma, Gremese, 2004. ISBN 88-8440-315-4.
Cocaina a colazione. Faccia a faccia fra Costanzo Costantini & Marina Ripa di Meana sui tre pittori maledetti e la società intellettuale romana degli anni Sessanta-Settanta, Cesena, Maretti, 2004. ISBN 88-901000-9-5.
Roma al rogo. Storie graffianti e ironiche di sesso, droga, sette sataniche e tentacolare malcostume, con Costanzo Costantini, Roma, L’airone, 2008. ISBN 978-88-7944-907-6.
Virginia Agnelli. Madre e farfalla, con Gabriella Mecucci, Argelato, Minerva, 2010. ISBN 978-88-7381-307-1; 2011. ISBN 978-88-7381-385-9.
Invecchierò ma con calma, Milano, Mondadori, 2012. ISBN 978-88-04-62186-7.
Colazione al Grand Hotel. Moravia, Parise e la mia Roma perduta, Milano, Mondadori, 2016. ISBN 978-88-04-66987-6.
Ora ti curo io. Ho preso il cancro per le corna, Cuzzolin editore (2018)
Filmografia
Attrice
Assassinio sul Tevere, regia di Bruno Corbucci (1979)
I Cesaroni – serie TV, 1 episodio (Canale 5, 2009)
Regista
Cattive ragazze (1992)
Sceneggiatrice
I miei primi 40 anni, regia di Carlo Vanzina (1987)
La più bella del reame, regia di Cesare Ferrario (1989)
Cattive ragazze (1992)
Doppiatrici
Vittoria Febbi in Assassinio sul Tevere
Citazioni e omaggi
Viene citata nella canzone Jet Set di Rino Gaetano (contenuta nell’album E io ci sto) insieme con Gil Cagnè ed Elsa Martinelli: nel brano viene citata con il cognome dell’allora marito, ovvero Marina Lante della Rovere.

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