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Rosa Giannetta Alberoni (Trevico, 11 aprile 1945 – Forte dei Marmi, 3 gennaio 2021[2]) è stata una saggista, giornalista e accademica italiana.

Nata Rosa Giannetta a Trevico, in provincia di Avellino, fu sposata con Francesco Alberoni, e dal 1988 firmò i suoi libri anche con il cognome del marito. Nel 1974 conseguì la laurea in Lingue moderne presso la IULM. Pubblicò quindi il primo libro Coscienza e utopia in Bertold Brecht.

Seguì le prove delle messe in scena di Giorgio Strehler, con l’intento di diventare regista. Parallelamente lavorò alla Fondazione Rizzoli e iniziò a collaborare con il quotidiano La Stampa.

Fondò e organizzò la cooperativa teatrale “Teatro di tutti” e approntò una riduzione dell’Inferno di Dante. Scrisse il libro Galileo e il cielo negato (1979) e numerosi saggi, che pubblicò su riviste come “D’ARS”, “Carte segrete”, “Tempi moderni”, “Laboratorio di sociologia”, firmandosi Rosa Giannetta Trevico.

Nel 1980 vince il concorso di ricercatore in Sociologia generale[senza fonte].

Scrisse sui quotidiani La Stampa e Il Giorno e su periodici come Gioia, Anna e Oggi. Collaborò anche a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, alla Televisione della Svizzera Italiana, alla Rai (in particolare la serie Orpheus, su RaiDue) e su Odeon TV, (con la serie Noi due)

Curò una rubrica sul Corriere della Sera.

Visse gli ultimi anni della sua vita a Forte dei Marmi dove si era trasferita a causa di un’intolleranza alle polveri sottili che le impediva di vivere a Milano. Nell’agosto del 2020 le fu diagnosticato un tumore al polmone e venne operata, con esito insoddisfacente. Alla fine del mese di dicembre fu pianificata una serie di sedute di chemioterapia ma la prima di queste, sul suo fisico già debilitato, si rivelò fatale dopo pochi giorni dalla somministrazione. Muore dopo essere entrata in coma la mattina del 3 gennaio 2021 all’età di 75 anni.

Fortemente ostile al darwinismo inteso come ideologia, sosteneva che gravi piaghe dell’umanità, come il razzismo stesso, fossero conseguenza di tale concezione:

«Cancellando il Creatore e riducendo l’uomo ad un derivato delle scimmie, Darwin ed i suoi seguaci, da una teoria scientifica, hanno tratto una ideologia atea che si basa su un solo comandamento: il primato del volere individuale che ha un solo scopo saziare i propri impulsi. […] Non è un caso che il darwinismo ha prodotto aberrazioni come il razzismo, il classismo, l’eugenetica, il peggior colonialismo, la discriminazione biologica.»

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