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Si è spento all’età di 80 anni. Architetto, scultore e medaglista bellunese di nascita ma veneziano d’adozione: è noto soprattutto per le sue numerose opere pubbliche

Da Venezia e fino a New York, le sue imponenti creazioni scultoree in bronzo, in marmo, in cemento, in legno o in vetro danno sempre l’impressione della leggerezza, tra poesia e trascendenza. Si è spento all’età di 80 anni Gianni Aricò, architetto, scultore e medaglista bellunese di nascita ma veneziano d’adozione – autentico come la sua arte – noto soprattutto per le sue numerose opere pubbliche.

Il primo lavoro del 1968
È datato 1968 il suo primo importante lavoro da scultore all’interno della chiesa di San Marco a Mestre, con un pannello absidale in cemento armato. Aricò è capace di plasmare i più diversi materiali, facendo dell’espressività la sua cifra stilistica. Tra le moltissime opere, vanno ricordate la grande scultura in bronzo «La Gioia», posta nel 1978 all’Isola del Tronchetto, alle porte di Venezia; i tre portali per il teatro comunale Carlo Goldoni, realizzati in bronzo e cristallo (1979); la «Fontana di Mestre» (1986), in quattordici statue di bronzo a grandezza naturale; il «Monumento del Piave» (1988), dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale, che in venti sculture in bronzo narra le vicende salienti della guerra e della resistenza all’Austria.

I suoi lavori a New York
E poi la vincita di una gara frutto di una grande invenzione, un uomo che scopre una bella addormentata: viene collocato nel 1992 all’Air Space Museum di New York il gruppo dedicato a Cristoforo Colombo per il quinto centenario della scoperta dell’America. Nel 2000 realizza per la città di Vienna il monumento in marmo di Carrara dedicato ad Antonio Vivaldi, lavoro che nel 2006 replica, in bronzo, per l’ingresso del porto di Venezia. La Fondazione San Servolo nel 2005 gli commissiona un monumento per il Museo della Pazzia e Gianni Aricò si ispira al mito di Niobe creando un’opera ad alto tasso di drammaticità.

L’ultimo progetto per Padova
L’architetto-scultore vanta una nutrita produzione di argomento religioso in varie chiese italiane con gruppi scultorei, amboni, portali e vetrate. Tra queste la «Preghiera» nella chiesa di Santa Maria del Giglio a Venezia (1974) e le opere eseguite per la chiesa di San Giovanni Battista a Cannigione, in Costa Smeralda nel 1983. Stava lavorando al progetto di una grande scultura per Padova da collocare davanti la stazione.

Venezia, è morto lo scultore Gianni Aricò – CorrieredelVeneto.it

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