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Annalisa Durante

Annalisa Durante era una ragazza di 14 anni, graziosa, con i suoi occhi azzurri e il sorriso sempre stampato sulle labbra, che amava stare in compagnia dei suoi coetanei, allegra, vivace ma comunque consapevole del degrado del suo quartiere e delle problematiche che lo affliggevano. Infatti come ricorda la sua insegnante di matematica e scienze Annalisa scrisse una lettera molto bella nella quale descriveva i problemi del suo quartiere riportando spesso la frase: “un giorno vorrò vivere in un’altra città”. Nel suo diario scriveva “le strade mi fanno paura. Sono piene di scippi e rapine. Quartieri come i nostri sono a rischio…ci sono i ragazzi che si buttano via e si drogano senza motivo… mi fanno pena quei tossicodipendenti che barcollano tutti i giorni sotto le nostre case” o anche semplicemente “vorrei fuggire, a Napoli ho paura”.
Era il 27 marzo 2004, un sabato sera, le vie di Forcella, uno dei quartieri più
malfamati di Napoli, erano vuote e silenziose. La partita del Napoli faceva da sottofondo ai soliti rumori di strada. Sembrava un clima da coprifuoco con un silenzio irreale e sinistro. In un istante si scatenò il Far West in via Vicaria Vecchia. Mentre stava chiacchierando con un’amica, due ragazzini su uno scooter spararono dei colpi diretti al boss Salvatore Giuliano detto ‘o russo (il rosso, per via del colore dei suoi capelli), che era entrato nel mirino di una banda rivale. Purtroppo la ragazza si trovò sulla traiettoria dei colpi sparati e un proiettile le trafisse l’occhio e le devastò il cervello. Dopo tre giorni di coma irreversibile, con una macchina che le pompava ossigeno nei polmoni, morì. La famiglia con un grande gesto d’amore e di speranza autorizzò l’espianto degli organi grazie al quale sette persone vivono. Annalisa non si trovava nel posto sbagliato, ma in quello giusto, dove una ragazza della sua età doveva stare: per strada insieme agli amici a vivere la vita…
Il 31 marzo 2006 il ventunenne Salvatore Giuliano venne condannato dalla
quarta sezione della Corte d’assise del tribunale di Napoli a 24 anni di
reclusione. Nonostante la pena sia stata ridotta in appello a 18 anni, con la
sentenza del 16 aprile 2008 la Cassazione ha definitivamente condannato
Salvatore Giuliano a 20 anni di reclusione.
Qualche mese prima di essere uccisa era morto un altro giovane, Claudio
Taglialatela, ucciso non molto distante da Forcella nel corso di una rapina. In quell’occasione Annalisa esternò tutta la sua rabbia scrivendo sul suo diario: “Oggi abbiamo visto i funerali di Claudio in televisione. Abbiamo pianto tanto. Mia madre è sconvolta, dice che è la cosa più orribile perdere un figlio. A me mi è venuto il freddo addosso. Che tragedia. Perché si deve morire così? Non è giusto”. Rileggendo queste parole, si prova la stessa rabbia con la speranza che nessun proiettile vagante possa più far cadere un angelo bello e sincero come Annalisa. Quest’anno avrebbe compiuto 28 anni e nel suo ricordo, intorno al padre della ragazza e alla sua famiglia, si sono stretti gli studenti delle scuole di Napoli che, nello spazio comunale di Piazza Forcella, hanno esposto una mostra di cartelloni con dediche e disegni realizzati dagli alunni del Vittorino da Feltre di San Giovanni a Teduccio.
Nella biblioteca che porta il nome di Annalisa era presente anche una delegazione di classi del liceo Segrè di San Cipriano d’Aversa e dell’istituto Adelaide Ristori di Forcella. A lei sono stati intitolati l’Asilo Nido di Via Vicaria Vecchia ed una biblioteca. La “Biblioteca a porte aperte Annalisa Durante” è alimentata esclusivamente da libri ricevuti in dono, i cui titoli sono consultabili attraverso il Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), Rete delle Biblioteche italiane promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con la cooperazione delle Regioni e dell’Università coordinata dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche.
L’associazione Annalisa Durante, sorta a un anno dal tragico evento, ha
realizzato iniziative concrete per promuovere la cultura della legalità. E’ stato realizzato un dvd, dal titolo “Seminiamo legalità”, realizzato con il Patrocinio della Commissione parlamentare antimafia, veicolato nelle scuole napoletane, avente come obiettivo l’educazione dei ragazzi partenopei alla conoscenza della Costituzione italiana e al rispetto delle regole e del vivere civile. E’ stata realizzata anche una ludoteca, intitolata ad Annalisa Durante, per la realizzazione di nuovi percorsi educativi alla legalità attraverso il gioco, in favore di piccoli di Forcella.
Lo Stato ha onorato il sacrificio della vittima, con il riconoscimento concesso a favore dei suoi familiari, costituitisi parte civile nel processo, dal Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso di cui alla legge n. 512/99.
La notizia della morte di Annalisa Durante suscitò grande impressione a Napoli ed in tutta Italia, e la sua storia venne narrata tra gli altri da Roberto Saviano in “Gomorra” e nel libro di don Luigi Merola “Il cancro sociale: la camorra”.
Questo ricordo di Annalisa che viene diffuso, nel giorno del 14° anniversario del suo sacrificio, su questa pagina web nel link “TESTIMONIANZE DI CORAGGIO” dedicato dall’Ufficio del Commissario alle vittime innocenti di mafia proprio per valorizzarne il coraggio e la tensione morale, non può non essere arricchito dalle riflessioni ispirate dalla letteratura che ha voluto perpetuare il suo ricordo, i suoi sogni, i suoi desideri. Questo si ritrova nel libro “Il diario di Annnalisa”, Tullio Pironti editore, scritto da Matilde Andolfo e Mario Fabbroni in cui affiora il testamento di un’adolescente che tentò invano di sottrarsi al destino e nel libro “Ali spezzate. Annalisa Durante. Morire a Forcella a quattordici anni” di Paolo Miggiano, dalla cui opera, rivolta anche con sottolineature critiche a scuotere le coscienze, si è ritenuto di estrapolare fedelmente i seguenti brani, ciascuno dei quali introdotto al solo scopo di esaltarne il significato.
Il racconto del dolore della zia Angela accorsa e la ferma determinazione a
denunziare l’assassino:
 …Angela non ha paura e, urlando, corre verso la donna che ha visto
cadavere. Si avvicina e scopre che a terra, ai suoi piedi, in una pozza di
sangue, giace la piccola nipote Annalisa. La signora Angela Durante non
teme i Giuliano e anche se li temesse, ora, uccidendo la nipote, hanno
superato il limite. Va in Questura e racconta quello che ha visto e lo mette a
verbale, senza avere paura della reazione che potranno avere i camorristi
del clan Giuliano
La tracotanza dei Giuliano per intimorire i familiari di Annalisa:
 Sono trascorsi circa sette mesi dalla morte di Annalisa…E a Forcella le cose non sono ancora cambiate. In vico Carbonari, nella sua abitazione,
abbandonata per qualche mese, è tornata a vivere la famiglia di Salvatore
Giuliano…E la presenza di questa famiglia nel rione accende tensioni, incute paura…E naturalmente i più esposti sono i componenti della famiglia di Annalisa, testimoni e parte civile nel processo a carico del rampollo di casa Giuliano…In quella stessa strada, in un basso, abita la signora Angela, la zia di Annalisa che è anche la principale testimone dell’omicidio della
nipote…Ed è così che il pomeriggio del 6 novembre del 2004, Carmela De
Rosa, la madre di Salvatore Giuliano, in una mise appariscente…si ferma
all’altezza del basso della signora Angela. La guarda negli occhi, lo sguardo
è affilato…e con tono imperioso, come se non bastasse quello che ha fatto il
suo bamboccione, le grida in faccia: “Ancora dovete vedere quello che
passerete”. La signora Angela ammutolisce…Sono istanti di assoluto terrore.
Angela è come paralizzata. Una signora interviene, la prende sotto il braccio
e la porta dentro il basso…Un’altra donna alza la voce e rivolta alla mamma
del presunto assassino di Annalisa grida: “Vai Via. Non ti basta quello che ha fatto tuo figlio?”
…E le minacce e le intimidazioni non risparmiano neanche la cugina
minorenne di Annalisa, testimone del processo…la ragazza all’uscita di
scuola…si dirige verso Forcella per tornare a casa. Lungo il tragitto si
accorge che la madre di Salvatore Giuliano le lancia delle occhiate
minacciose…La donna…si avvicina alla ragazza e, affrontandola, le grida in
dialetto frasi minacciose che la impauriscono. La cugina di Annalisa è
terrorizzata, scappa via e racconta tutto alla madre che immediatamente
denuncia il fatto alla Polizia…
…e tutti gli altri testimoni:
 Ormai è chiaro, tra i clan che comandano a Forcella c’è l’interesse affinché il processo contro il rampollo di casa Giuliano non si faccia…Così i testimoni, le persone disposte a parlare nel processo, man mano che si avvicinano le udienze, diminuiscono…perché vengono minacciati di morte…La signora Angela ha già avuto più di un incontro troppo ravvicinato con la madre di Salvatore Giuliano che l’ha avvertita. Ciononostante è andata in tribunale e ha confermato, davanti ai giudici, le accuse…ma nei prossimi giorni c’è tanta altra gente del rione che sarà chiamata a confermare le dichiarazioni rese alla Polizia…e devono sapere che per loro non sarà una passeggiata. Chi vive in quei vicoli sa che la famiglia Giuliano sta provando in tutti i modi, con la buone o con le cattive, ad avvicinare i testimoni per far loro cambiare versione…
…addirittura l’incendio alla casa dei genitori:
 …Questa volta l’obiettivo è la sua casa, l’abitazione dove Annalisa viveva con i suoi genitori e, quindi, i suoi stessi genitori. Carmela, ma soprattutto
Giannino hanno fatto troppo rumore, non si sono limitati a piangere una
figlia scomparsa troppo prematuramente. Stanno pretendendo che venga
fatta giustizia. Il padre ha invitato la persone del rione a passarsi la mano
sulla coscienza e molte di queste sono andate in Questura per mettere a verbale quanto hanno visto e sentito quella maledetta sera… A momenti il
punto di riferimento del quartiere sembra essere proprio lui, il padre di
Annalisa. Giannino Durante fa sul serio. Da quella sera in cui la mano di un
balordo gli ha portato via la parte più preziosa di sé, ha cambiato vita. Si è
messo in testa che la camorra deve andare via da Forcella…Questa è
l’occasione luttuosa, sfortunata, drammatica, ma l’occasione buona per fare
pulizia…Scrive una petizione e la fa firmare agli abitanti del rione. Alla fine
saranno in cinquemila a firmarla…Insomma, anche il padre di Annalisa sta
dando fastidio…Ed anche a lui va dato un segnale…L’azione è fulminea…Due uomini in sella ad uno scooter…Uno di loro scende dalla moto…Varca la soglia del portone…dà fuoco alla miccia e lancia la bottiglia incendiaria
contro la parete…In poco tempo le lingue di fuoco invadono l’atrio del
palazzo…Accorrono in tanti dai vicoli vicini e, con secchi d’acqua, riescono a domare le fiamme…Tanta paura, perché al primo piano del palazzo preso di mira dai camorristi, con il portone contrassegnato dal n. 22, abitano proprio loro, i genitori di Annalisa…
Nonostante tutto, il processo, con la ferma partecipazione dei familiari,
porta alla condanna dell’assassino di Annalisa:
 …processo, a carico del rampollo della famiglia Giuliano, nonostante la
sintonia tra i clan, le minacce, gli incendi, le intimidazioni dei testimoni
chiave è andato avanti e si è concluso con la condanna a ventiquattro
anni…in primo grado, che nel maggio 2007, nel giudizio di appello, verranno ridotti a diciotto per poi essere di nuovo aumentati a venti nell’aprile del 2008 con il giudizio di Cassazione. Ed in tutti i gradi di giudizio, Giovanni Durante, la moglie Carmela e la figlia Emanuela ci sono coraggiosamente stati, costituendosi parte civile…continuano ad esserci nel giudizio civile… Il nobilissimo gesto d’amore di papà Giannino e mamma Carmela nella scelta della donazione degli organi:
…Adesso, trentaquattro ore dopo essere stata colpita, Annalisa è morta…i
suoi genitori sono di fronte ad una scelta difficilissima, quella di donare i
suoi organi…Ma tra una vita che si spegne e un’altra che rinasce, Giannino
sceglie quest’ultima…Ed ecco che nel sereno accoglimento della fine, il buio
della sua disperazione di padre, è stato come se all’improvviso una luce
l’avesse squarciato. Ha pensato che forse questo era l’unico modo per non
perderla del tutto…E fu così che Carmela e Giannino pensarono che quella
fosse la scelta giusta, la cosa migliore da fare, un atto d’amore come quelli
che era solita compiere la loro bambina…
A fronte di tante delusioni registrate nel tempo, le positive iniziative per
l’aiuto ad un territorio difficile:
…non sarei del tutto onesto se dicessi che proprio niente è stato realizzato
dopo tanto dolore dovuto alla morte così ingiusta di una bambina; se non
dicessi quanto di utile e di importante è stato comunque fatto…è scaturita
una nuova e felice esperienza che è quella della Fondazione Pol.i.s. –
Politiche Integrate di Sicurezza –la struttura promossa dalla Regione
Campania per il sostegno ai familiari delle vittime innocenti di criminalità…
Costituita nel giugno del 2008…è presieduta da Paolo Siani, il fratello di
Giancarlo, il cronista de Il Mattino ucciso dalla camorra il 23 settembre
1985…La Fondazione offre aiuto psicologico e legale ai familiari delle
vittime innocenti della criminalità grazie alla sottoscrizione di due
importanti Protocolli di Intesa con l’Ordine degli Psicologi della Campania e
l’Ordine degli Avvocati di Napoli e sostiene gli Enti Locali e le organizzazioni del Terzo Settore per favorire il riuso dei patrimoni confiscati alla camorra in Campania…
La solidarietà che ha toccato anche i cuori dei detenuti:
Ancora oggi molte persone contattano i genitori di Annalisa dalla Sicilia,
dalla Puglia, dalla Toscana, dalla Lombardia, ma anche dall’America e
dall’Australia, per confidare che Annalisa aiuta oggi tante persone…
Altri, come i detenuti, fanno pervenire addirittura a Giovanni Durante dei
“pizzini buoni”” dalle prigioni…le tante lettere ricevute hanno spinto spesso
il papà Giovanni a rivolgere loro un messaggio sincero: “ Cambiate vita.
Lasciate la cattiva strada e godetevi la vita con i vostri figli. Solo così si può
vivere realmente felici”.
…La vita dei genitori di Annalisa non varrebbe più nulla se non ricevessero
queste continue testimonianze…
Le reazioni anche dello Stato:
 Passano gli anni dalla tragica morte di Annalisa…Tra quelli che hanno
continuato a lavorare a fare bene il proprio lavoro ci sono i poliziotti…e,
insieme ai magistrati che li coordinano, sanno da che parte stare. Dalla
morte di Annalisa non hanno smesso di indagare, intercettare, sentire
persone informate sui fatti, pedinare, raccogliere informazioni, ascoltare ore e ore di conversazioni…Hanno continuato senza sosta a riempire pagine e pagine di verbali. E molti di questi verbali sono stati scritti con le parole dei pentiti, alcuni dei quali portano lo stesso cognome del giovane che ha ucciso Annalisa…E tra i collaboratori di giustizia ce n’è uno che ha avuto un grosso peso nel rione di Forcella e si chiama Luigi Giuliano, ‘o Rre. Tre anni di indagini sono lunghi, ma alla fine portano a un risultato eccezionale. E’ il
mese di marzo del 2007. Le indagini e le rivelazioni dei collaboratori di
giustizia hanno permesso di scoperchiare un sistema di spaccio della droga e di altre attività illecite come le estorsioni, il toto e il lotto nero gestito…dalle due principali famiglie criminali del centro storico. I Giuliano e i Mazzarella.
All’alba di una mattina del mese di marzo 2007 scatta una maxi operazione
di Polizia che richiede l’impiego di mille agenti. Nelle maglie della rete
degli inquirenti finiscono circa duecento persone, delle quali una trentina
sono donne…
Giovanni Durante evocato da Benigni quale esempio di trasformazione
positiva del dolore:
 …l’otto giugno del 2014 a Napoli…Al teatro di San Carlo…Roberto
Benigni…a sorpresa, parlando di miracoli, rivolge forte un pensiero ad
Annalisa Durante e a suo padre Giovanni…e un altro miracolo straordinario
di ripresa di cui volevo parlare, che mi aveva colpito molto, è l’iniziativa di
Giovanni Durante, il padre di Annalisa Durante, il padre della bambina
morta a Forcella volevo ricordare come esempio di ricostruzione, di come si
fa, diciamo, dopo un periodo di dolore, dolore dal quale…non si può uscire, è
riuscito a tirare fuori il miele dalla morte…
L’autore insiste sullo straordinario valore dell’iniziativa intrapresa dal
padre di Annalisa con la “sua” Biblioteca e il suo DVD, che però manca
ancora del consenso unanime che meriterebbe:
 …spontaneamente Giannino ha dato vita e installato la sua biblioteca…
…come un naufrago che si muta in timoniere, ha voluto caparbiamente
realizzare, proprio lì dove sua figlia è stata uccisa, un luogo nel quale i
giovani potessero avere una alternativa, una prospettiva culturale. Lui che a
scuola ci è andato molto poco, dopo la morte della figlia ha compreso che è
la cultura a fare la differenza, ad indicare la strada giusta ai giovani…Così,
invece di andare via dal rione, ha incominciato a raccogliere libri usati e a
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distribuirli ai ragazzi del rione con l’impegno di restituirli una volta
letti…con alcuni giornalisti…ha fatto conoscere e parlare del suo progetto.
Così in pochi mesi sono arrivati oltre cinquemila testi da ogni parte del
mondo…con messaggi di incitamento a proseguire nell’iniziativa…
Ora al comune c’è un assessore alla cultura, si chiama Nino Daniele, il quale
sembra aver compreso l’importanza del progetto pensato da Giannino e pare
anche ben intenzionato a sostenerlo. Infatti, intorno all’iniziativa di
Giannino e di alcune associazioni a lui vicine, l’Assessore sta sostenendo
presso la piazza Forcella dove ha sede la seppur provvisoria biblioteca
“Annalisa Durante”, un progetto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
che si chiama “Percorsi d’arte”…
Giovanni Durante è lì a piazza Forcella con i suoi libri e non molla, perché sa
bene che se non è lui a parlare, se non è lui a fare qualcosa per la sua città, la
memoria della figlia sarà dimenticata…
…E’ un tentativo di rivoluzione che Giannino prova a realizzare, mettendo in
campo le sue doti migliori, la sua fantasia. Il DVD che ora mette a
disposizione è quello che raccoglie le foto di una sua personale mostra
intitolata “La vecchia Napoli e i suoi quartieri”. Sono le immagini della
Napoli di un tempo raccolte da Giannino in un DVD che porta il bollino SIAE.
E’ la dimostrazione che la legalità si può praticare anche a Forcella. Basta
volerlo. Ma questa rivoluzione nel cuore della città di Napoli non interessa
quasi a nessuno, anche se in molti continuano a fargli pervenire promesse.
Lui però…è stanco di riceverle…Lui al riscatto del suo rione ci crede ancora e,
senza timore, si rivolge anche ai figli “di quella là” dimostrando, che non
bisogna avere paura nel provare a portare i figli dei camorristi dalla parte
della legalità. Non sono in molti ad aiutarlo.
Il tributo anche al Sacerdote fortemente impegnato nella rinascita di
Forcella:
 E’ il pomeriggio del 31 ottobre 2014 e ho appuntamento con don Luigi
Merola…uno dei protagonisti della vicenda…quando …era ancora parroco di
Forcella e lottava per riportare la legalità nel rione…
Don Luigi…non ha perso la sua determinazione nel portare avanti le sue
battaglie… “Quando Annalisa fu uccisa, davanti alla voglia di cambiamento
che quei giorni si stava manifestando, io dissi che potevano strappare tutti i
fiori, ma non potevano fermare la primavera di Annalisa. La vicenda di
Annalisa ha segnato la mia vita e la mia storia. Annalisa non c’è più, ma quel
suo seme, come il sangue dei primi Martiri della Chiesa fu il seme dei nuovi
Cristiani, ha prodotto dei frutti, ma non tutti sono stati raccolti”.
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Tra le tante lettere ricevute dal padre di Annalisa, la riconoscenza di un
giovane:
 Riccardo R. di ventiquattro anni, così dice di essere cambiato:
Stavo raccogliendo i pezzi e cercavo di ricominciare quando venni a sapere
della morte di vostra figlia. La sua vicenda mi ha fatto riflettere su molte
cose ancora di più sulla vita in generale e quali cose, al di là di tutto, sono
veramente importanti. Piano piano ho trovato la forza di buttarmi nella
mischia, se all’inizio non lo facevo, ora lo faccio per Annalisa. Piano piano mi
sono risollevato pensando alla sua generosità. Vostra figlia con la sua storia
mi ha aiutato a tracciare un netto confine tra ciò che pensavo prima e ciò
che penso ora…Ho ricevuto la foto di Annalisa, ora sarà sempre vicino a me.
Mi piace pensare che ora sua figlia è in quel posto dove nessuno più le farà
del male.

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